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Che cos'è il Microfono?


Il microfono è, tra i trasduttori elettroacustici quello che può essere definito il top, muta i cambiamenti di pressione, che le variazioni periodiche del suono causano, in ciò che fa in modo che queste si diffondano (comunemente ciò è l'aria), in un segnale composto di elettricità (ovvero tensione oppure corrente).
Per trasduttore s'intende un meccanismo che muta una grandezza fisica ad altra, perciò le grandezze che sono implicate, s'identificano con la pressione che un suono crea sull'aria e dall'elettricità che attraversa il filo del microfono, sino ad arrivare alla sua meta (che sia altoparlante, qualcosa che trasmette o un apparecchio da registrazione), dove sarà poi espressa (basandosi per frequenza ed ampiezza) così da venire mutata in una pressione relativa al suono, le cui qualità specifiche siano quelle iniziali.
A questo proposito il microfono avrà la capacità di percepire la pressione (sia pure a livelli minimi, così da prendere suoni d'intensità minore) e poter mutare la forza del suono in un segnale di tipo elettrico, che avrà le caratteristiche di essere, in ogni momento, costante nell'intensità e per frequenza, con la pressione che il suono crea al microfono.

 

Tipologie di microfono

Ci sono due generi essenziali di microfoni; dinamici e a condensatore.
Quelli dinamici usano l'induzione di tipo elettromagnetico e usano un diaframma di dimensioni ridotte connesso ad una bobina che ha delle vibrazioni, quando il suono cambia la pressione che l'aria crea. Ciò che il diaframma fa è di mutare i suoi movimenti in segnali elettrici che si trasformano in suoni. Le caratteristiche positive che ha sono: solidità, funzionalità provata, basso prezzo. La sua mancanza principale è che manca di un po' di sensibilità, quindi non va bene per percepire rumori lievi, ma va bene per recuperare certi elementi musicali, con particolari caratteristiche di suono, tipo batterie o chitarre elettriche o voci non registrate.
Quelli invece che sono a condensatore hanno le loro fondamenta su delle regole che riguardano l'elettrostatica. Dentro i microfoni di questo genere c'è un condensatore, che è formato da due lamelle notevolmente sottili. Una di esse si può muovere perchè deve poter percepire la pressione del suono. La cosa che fa sì che sia differente dall'altro tipo è che usa un genere caratteristico d'alimentazione, quella che viene chiamata phantom (spettro perché sembra non percepibile dalla vista) che va al microfono per mezzo dei collegamenti audio derivanti dal mixer. Tramite l'uso di questo tipo d'alimentazione particolare, questo condensatore si polarizza cosicché l'energia elettrica che si crea nel condensatore da' alle sue parti una tensione che, quando si aumenta, si trasforma in ciò che esce dal microfono. I microfoni di questo genere sono molto comuni negli studi e ce ne sono di molti tipi differenti. Le cose positive che questo microfono ha sono la caratteristica di ripresa ottima, una chiarezza nella risposta di frequenza, quindi è un microfono adatto sicuramente allo scopo per cui è stato creato, con la capacità di riprodurre ogni strumento con la massima precisione.
La sua mancanza maggiore sta nel fatto che abbisogna d'alimentazione, cosa che comunemente fornisce esclusivamente una scheda audio molto buona oppure il mixer, in più costa molto ed è fragile.

 

Connessione e risposta

La connessione maggiormente usata in ambito professionale è quella che si bilancia tramite i connettori XLR, ma è possibile adoperare pure un jack (TSR ), che possiede tre contatti anziché due, un paio di cerchi in materiale plastico anziché uno solo, e la presa esterna è uguale.
Secondo leggi fisiche sull'energia elettrica, esiste la possibilità che gli impulsi che derivano dal microfono siano circa 500 o 1000 volte minori di un impulso Line. Questa è una delle ragioni per cui tutti i canali di un mixer (oppure una scheda audio molto buona) possiedono comunemente un paio d'entrate: una relativa al microfono e una per la linea.
Il canale relativo al microfono ha un'entrata amplificata in precedenza, che ha lo scopo di far arrivare l'impulso dell'elettricità proveniente dai microfoni da millesimi di volt a più o meno un volt, comunemente sono collegati ad entrate XLR. Una nuova proprietà da determinare relativa al microfono riguarda la risposta in frequenza.
Tutti i microfoni hanno l'obbligo di rappresentare la curva relativa a quanto questi siano in grado di percepire la pressione, quando cambiano le frequenze. Comunemente questa capacità di percepire nelle frequenze inferiori cambia parecchio in base a quanto il microfono è lontano dal suono.
In un palcoscenico oppure quando si prova, in mezzo a casse ed altoparlanti i ritorni d'altri strumenti possono sempre presentarsi al microfono, anche se non dovrebbe considerarli, a parte quello che riguarda uno strumento o voce specifica. Effettivamente, quello che si riesce a fare è far sì che siano più leggeri i suoni che non sono dinnanzi al microfono, ciò che rimane sta alle notevoli capacità dei tecnici del suono.
Tutti i microfoni perciò hanno una precisa risposta riguardante la direzione, dato che non ogni microfono percepisce la pressione del suono proveniente da ogni parte, in base a questo antecedentemente all'acquisto bisogna vedere con precisione questa sua qualità. La caratteristica che stabilisce questa qualità sarebbe la direzionalità che ha il microfono e ci sono alcuni aggettivi che la riguardano. Un grafico che riguarda un microfono che ha un trasduttore che percepisce suoni nell'arco di 360° viene chiamato omnidirezionale.
Ogni condizione differente riguarda la direzione. Il microfono bidirezionale percepisce in un paio di sensi contrari rispetto alle parti, (una sarebbe quella della pressione sul davanti del diaframma, mentre l'altra riguarda la pressione sul diaframma da dietro), si chiama anche figura a forma di 8, dato che il grafico prende una distinta forma tipo 8.
Il microfono di tipo cardioide è una mescolanza del tipo omnidirezionale e di quello bidirezionale così da raggiungere disegni specifici. Ci possono essere diversi esempi di cardioide, suddivisibili in cardioide comune, super e iper cardioide. La parola cardioide deriva dal fatto che la forma del disegno è particolare ricordando un cuore.







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